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| 09/05/2008 | Il belpaese | ||||||||||
| Colpe diffuse Chiaiano: un Quartiere mai cresciuto dal periodico Camaldoli l più esteso dei 21 Quartieri della città di Napoli, il meno popolato. Le “grandi famiglie locali” continuano a bloccarne la crescita. Periferia abbandonata La mia esperienza di amministratore locale, nel Consiglio Circoscrizionale, all’opposizione, in presenza di un Presidente di estrazione comunista, Agostino Di Lorenzo, mi è bastata per capire la natura di un Quartiere che rifiuta, suo malgrado, di crescere. Rifiuta di crescere quando ottiene i finanziamenti per l’abbattimento e la ricostruzione degli alloggi di edilizia popolare di via Toscanella. Infatti vengono posti in essere azioni di chiaro ostacolo, utilizzando mezzucci e menzogne. Rifiuta di crescere quando il Parco Pubblico dei Camaldoli, trasformato poi in Parco delle Colline, ha la possibilità di offrire ai giovani ed a tutta la popolazione uno sbocco concreto all’utilizzo del tempo libero, attraverso il completamento degli impianti sportivi di Via Orsolone ai Guantai, interni al Parco, diventati intanto luoghi di esercitazione di tiro a segno per bande di delinquenti con le loro armi. Rifiuta di crescere quando viene prospettato il riempimento delle cave di pietra dismesse e da dismettere, previo utilizzo del F.O.S., il risultato inerte dell’incenerimento dei rifiuti solidi urbani. Un’ operazione che avrebbe consentito un utilizzo delle medesime per attività del tempo libero, per attività sportive, culturali e d’intrattenimento canoro e teatrale. Rifiuta di crescere quando si progetta l’allargamento del cimitero ed i proprietari terrieri circostanti si oppongono all’utilizzo di piccola parte del suolo di loro proprietà. Responsabilità tutte da addebitare alle famiglie(!?), il cui potere elettorale ancora conta. Il rinnovamento si scontra con gli interessi specifici di queste famiglie. Perciò lo “status quo” si perpetua. Con grave danno per la gioventù che lascia il quartiere; per quella parte che rimane e diventa vittima della micro delinquenza, dedita ad attività illecite; per gli anziani che non recuperano mai strutture utili alla propria sopravvivenza; per quanti vogliono intraprendere attività di tipo economico e sono abbandonati al disordine, alla carenza strutturale ed in balia di chi delinque. Un destino infame che in questi giorni assume toni da tragedia per la decisione del Commissario Straordinario per la emergenza “munnezza”, dott. De Gennaro, di destinare a discarica per rifiuti solidi urbani le cave di Chiaiano. Epilogo annunciato! E’ molto grave, ma non mi scandalizzo. Mi chiedo invece come mai nessun cittadino si è mai ribellato, gridando la propria rabbia, quando, in tempi diversi, nelle stesse cave, pare venissero interrati ingenti quantitativi di rifiuti tossici? Sversamenti che spesso avvenivano notte tempo, sempre illegalmente? Come mai, in tempi diversi, le forze politiche di sinistra, destra e centro, con i propri esponenti parlamentari (!?) si sono ritrovati a manifestare insieme, per dire no? Mentre sui provvedimenti di recupero urbanistico, di recupero civile e sociale, le divisioni sono risultate sempre più evidenti e non si è mai manifestato? Siamo dispiaciuti, ma non ci strappiamo le vesti. Le colpe sono diffuse. La politica napoletana è “mala politica”. Se non interviene una vera bonifica, sarà sempre la povera gente a pagare. Con i rifiuti nelle cave di Chiaiano paga la gente comune, il cittadino perbene. Con buona pace del Sindaco, del Governatore, del Presidente della Provincia, del Presidente del Parco delle Colline e di tutti i “politici” di Chiaiano e dintorni. Ancora una volta! Fortunato Sommella |
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