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| 22/08/2009 | ||
| Comunicato stampa
A tutti gli organi di stampa
3478066712 Lucrare sulle miserie, l’ignoranza e la sfortuna della gente è davvero da criminali! Una vicenda che a Reggio Calabria è oggetto di procedimento legale dinanzi al Tribunale. A Napoli non si contano vi Sul sito internet www.camaldoli.na.it, nella rubrica “Parliamo di…” viene raccontata una triste vicenda che interessa specificamente una famiglia di Reggio Calabria. Una famiglia sfortunata, sulla quale qualche “bravo legale”, peraltro collegato a noto Patronato operante in zona, ha pensato di fare soldi e di beccarsi buona parte della somma che l’Ente preposto, erogatore degli arretrati, per effetto di sentenza del Tribunale, ha inviato all’avente diritto per il riconoscimento dell’invalidità. Questo perché l’assegno di liquidazione è stato inviato, suo tramite ( !?), all’avente diritto. A detta della famiglia vittima questa pratica “estorsiva” rientra in una prassi seguita abitualmente dal legale.
Una vicenda che ripercorre episodi molto diffusi dalle nostre parti. Un malcostume legato all’ignoranza dei cittadini su prassi e procedure utili ad ottenere i benefici che la legge destina ai soggetti inabili, portatori di invalidità parziali, momentanee e irreversibili.
“Ci risulta, afferma Fortunato Sommella – segretario regionale del Partito Pensionati e conduttore della nota rubrica settimanale “Pensionati e … non solo” che viene trasmessa ogni martedi alle ore 19,00 sull’emittente libera campana TELEVOMERO, che la pratica di trattenersi gran parte degli arretrati derivanti dai riconoscimenti legali dello stato invalidante dei ricorrenti, faccia parte di un sistema che arricchisce studi legali ed ambienti professionali che hanno a che fare con ASL, Enti di Previdenza, medici legali e quanti partecipano all’iter procedurale giudiziale che può durare anche parecchi anni. Non siamo fra quelli che pretendono prestazioni professionali “a gratis”, ma siamo convinti che sulle miserie della povera gente non può essere consentito l’illecito arricchimento!”.
“La vicenda calabrese – aggiunge Sommella – che si concluderà il 2 di ottobre dinanzi al Tribunale di Reggio Calabria – vede in giudizio un noto avvocato calabrese che ha trattenuto per circa tre anni un assegno di ben 67 mila euro, pretendendo dal cliente il versamento a proprio favore della modica cifra di 20 mila euro. A detta dei familiari, il noto professionista calabrese avrebbe posto in essere un vero e proprio atto estorsivo mafioso nei confronti della sua famiglia, poiché a tutt’oggi nega la consegna dell’importo in liquidazione. Pretende prima il versamento della cifra dei 20 mila euro”.
Fortunato Sommella denuncia sistematicamente queste pratiche estorsive nel corso della sua trasmissione che ha raggiunto una audience assolutamente eccezionale. Sono numerosissime le telefonate alle quali il Sommella risponde in diretta, ma sono centinaia e centinaia le telefonate che raggiungono la segreteria regionale del Partito Pensionati nel corso della settimana. “Riprenderemo il nostro contatto con la gente alle ore 19 di martedi 8 settembre. Saremo più agguerriti di prima. La politica può e deve porre freno anche a queste pratiche estorsive che caratterizzano l’attività di vere e proprie organizzazioni che fingono di agire “a fin di bene”, ma che nella parte finale delle loro azioni legali rivelano il vero volto “lucrare in maniera indecente sulle miserie, l’ignoranza e le sofferenze della povera gente”.
L’Addetto stampa del Partito Pensionati (Matilde La Savia)
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